VITOVSKA DOC

VINO: Bianco

COLORE: Paglierino

PROFUMO: Fiori di campo e fieno

Una varietà autoctona, strettamente legata al territorio ed alle tradizioni locali, pressoché sconosciuta nelle altre regioni del Mediterraneo. Resistente alla bora ed alla siccità, dà vita ad un vino fine ed elegante, moderatamente alcolico, dal colore paglierino, con un delicato profumo di fiori di campo carsico e fieno.

Dal sapore asciutto, con retrogusto di mandorla, è molto usato come vino aperitivo e sposa bene tutti gli antipasti, primi piatti, delicati e pesce leggero.

“TRA L’ALTRO ” VDT Bianco

Questo è un vino prodotto con uve bianche selezionate.

Zona di produzione : Comune di S.Marzano Oliveto.

L’esposizione dei vigneti sono le migliori dell’Azienda e gli interventi nel vigneto, particolarmente curati nel rispetto della naturalità del prodotto, permettono di ottenere una materia prima di altissima qualità.

Il vino è ottenuto con una spremitura soffice e una fermentazione lenta in piccole botti di rovere francese dove evviene la stabilizzazione naturale, l’affinamento e la maturazione. La struttura e l’intensità che ne deriva ne fanno un prodotto di elevata corposità e di lunga durata.

COLORE : giallo paglierino dorato e limpido.

PROFUMO : aromatico, intenso e caratteristico, con sentori di miele e camomilla.

SAPORE : pieno, morbido e ricco di aromi fruttati con una leggera nota asciutta.

Abbinamenti gastronomici : un vino che esprime il meglio servito solo ad una temperatura di 12°-14° C. o abbinato ad antipasti a base di crostacei.

TOCAI FRIULANO DOC

VINIFICAZIONE: Deriva dalla vinificazione dell’uva omonima.

PROFUMO: Presenta un profumo delicato e gradevole con sentore di mandorle.

SAPORE: Al palato si presenta delicato ed armonico, lievemente amarognolo con retrogusto ammandorlato.

COLORE: Di colore giallo paglierino con riflessi citrini

ABBINAMENTI: Si accompagna con antipasti magri, minestre, risotti di pesce e piatti tipici friulani.

TEMPERATURA: Temperatura di servizio 10° – 12° C

Marsala bianco

 

Informazioni geografiche e vitigni

Il vino Marsala si produce direttamente in Sicilia, Marsala, in forme di coltivazioni verticali a spaliera e controspaliera, con raccomandazione di adottare quella ad alberello. La resa massima non deve superare le dieci tonnellate per ettaro.

 

Storia del vino

Il vino Marsala ha una storia antica ma sono molte le versioni in merito alla sua nascita e composizione. Secondo la versione storica più corretta, il Marsala liquore incontra il commerciante inglese John Woodhouse che nel 1773 approdò a Marsala con la sua nave. Durante la sosta non potè fare a meno di notare che il suo equipaggio gustava un vino liquoroso molto buono, che ricordava i vini assaggiati in Spagna e nella stessa Inghilterra: da quel momento partì una contrattazione per produrre e vendere questo vino anche in altre parti d’Europa che poi si trasformarono in varie parti del mondo.
Successivamente, nel 1833, Vincenzo Florio fece concorrenza alle aziendi inglese fondando la cantina Florio con la produzione serrata di Marsala. Dopo una serie di vicende e crisi, questo fu il primo vino siciliano a prendere la denominazione di DOC nel 1966.

 

Caratteristiche organolettiche del vino

Il Marsala vino si presenta con colore ambra, dal profumo intenso e persistente che richiama il legno, tabacco e liquirizia. Il suo sapore è unico nel suo genere in quanto caldo, dolce e molto intenso riportando un retrogusto di miele e liquirizia.

 

Caratteristiche gastronomiche

La temperatura di servizio richiesta per il vino Marsala oscilla tra i 12 – 18° ed è un ottimo vino da conversazione e meditazione. Ideale per accostamenti con i dolci tipici della cultura siciliana, a base di mandorla e pistacchio nonché con frutta fresca. Viene inoltre utilizzato come ingrediente principale per la preparazione di molti piatti come scaloppine, arrosto, cannoli siciliani, crostate, frutta e zabaione. L’invecchiamento richiesto è di almeno 5 anni, massimo 10 in caso di Vergine Riserva.

Passito di Pantelleria

Informazioni geografiche e vitigni

Il Passito, come da normativa, deve essere prodotto solamente all’interno delle zone di Pantelleria, provincia di Trapani. I sesti di impianto non devono modificare le sue caratteristiche ed è la Regione Sicilia stessa a determinare la densità dei ceppi che non può essere inferiore a 2.000 ettari in coltura specializzata.

Storia del vino

Il vino Passito ha una storia molto antica che risale a più di 2000 anni fa. Andando indietro nel tempo sino al 200 a.C un documento riporta di come il generale cartaginese Magone svolgeva la produzione di questo vino, naturalmente con caratteristiche differenti.
I grappoli si raccoglievano molto maturi, eliminando gli inutilizzabili, esponendo il tutto su una canna al sole coprendoli durante le ore notturne; una volta secchi si staccavano e venivano riposti direttamente all’interno di una giara per poi spremerli dopo sei giorni. Il liquido ottenuto veniva pigiato e lasciato al sole per tre giorni, per poi essere messo all’interno di vasi di creta per una fermentazione di trenta giorni.
Premiato a Parigi nel 1900 per la sua tipicità e decantato all’interno di scritti celebri come uno dei migliori nettari degli Dei.

Caratteristiche organolettiche del vino

Il Passito si presenta di colore giallo dorato, tendente all’ambrato con emanazione di profumi caratteristici che riportano il miele, la frutta gialla e la frutta secca. Il suo gusto riporta l’aromaticità tipica del suo contenuto e le stesse sensazioni che si sono percepite precedentemente con l’olfatto, unite al dattero – arancia candita e mirto.

Caratteristiche gastronomiche

Il vino Passito viene servito ad una gradazione di circa 10-12°C, ideale come abbinamento per dolci secchi di pasticceria, in particolare quelli della tradizione siciliana con ingredienti alle mandorle e pistacchio.
Ottimo anche con crostate e dolci, dessert a base di frutta oppure cioccolato ma anche per i formaggi stagionati per esaltarne il sapore e il contrasto. Il suo invecchiamento richiesto è pari a 1 massimo 2 anni, in botti di acciaio oppure rovere.

Lugana

Informazioni geografiche e vitigni

Il vino DOC Lugana viene prodotto nelle provincie di Verona e Brescia, con il nome che deriva direttamente dalla città omonima di Sirmione.
La caratteristica di questo vitigno è presentarsi con foglia media – orbicolare oppure pentagonale. Il grappolo, maturo, ha una dimensione medio grande con una forma cilindrica alata e molto compatta regalando un acino sferico e medio. Maturazione medio tardiva con buccia che tende al colore verde/giallo dalla consistenza morbida e sottile.

Storia del vino

ll vino bianco Lugana è un vino molto giovane, infatti la sua nascita ha una datazione di circa un secolo fa: nonostante questo, ci sono alcuni documenti che riportano la creazione e assunzione di un vino simile durante l’età del bronzo portata avanti poi in epoca romana.
Molti gli Imperatori e i Poeti che elogiarono questo vino, considerandola eccellente e molto buona – adatta a tutti. Questo porta ad una sua rivisitazione alla fine del 1800 dandogli tutte le caratteristiche del Lugana che oggi tutti conoscono.

Caratteristiche organolettiche del vino

Il vino bianco Lugana si presenta di colore giallo paglierino, leggermente dorato con affinamento. Il suo sapore è fresco, delicato, armonico con percezione di aroma fruttato e di legno fresco.
L’odore è molto caratteristico, delicato e gradevole.

Caratteristiche gastronomiche

Il vino bianco Lugana si abbina facilmente con piatti ricchi di pesce, pizza e formaggi freschi. Perfetto anche per accompagnare dolci di farina gialla poco dolci o per degustare alcuni aperitivi dai sapori delicati.
La temperatura di servizio richiesta è dai 6° sino al 14° C, preferibilmente freddo in bicchiere da vino oppure spumante. L’invecchiamento richiesto è di circa due anni con affinamento a seconda dell’utilizzo finale, in botti di acciaio oppure legno. In alcuni casi il suo invecchiamento è superiore, al fine di ottenere caratteristiche differenti con denominazione di Lugana Superiore, ideale per dolci e formaggi.

Zibibbo

Informazioni geografiche e vitigni

Il vino di Pantelleria prende il suo nome “Zibibbo” dal vitigno a bacca bianca, con foglia media con un grappolo ablungo e ben voluminoso. Nasce e si coltiva in tutta la zona di Pantelleria, ma nel tempo la produzione si è spostata anche nella zona più interna della Sicilia.
Presenta rese medie, costanti con maturazione media: la sua difficoltà di sviluppo è in zone con vento di scirocco e resiste benissimo in zone secche e poco esposte all’acqua.

Storia del vino

Lo Zibibbo di Sicilia è il nome che venne dato in Italia, dopo che i Fenici importarono il Moscato di Alessandria direttamente dall’Egitto. Il nome Zibibbo deriva direttamente dall’africano e significa “uva passa”, dato dagli arabi durante il loro insediamento in terra siciliana.
Nel 1900 la sua coltivazione superava di gran lunga quella del Cataratto in estensione, prendendo una vasta zona dell’isola grazie anche alla grande richiesta.
La sua caratteristica è di non aver subito mutazione nei secoli ed essere apprezzato in varie parti del mondo, senza mai cambiare la sua denominazione e gusto. Conosciuto oggi anche in altre parti del mondo come Australia – Perù e Francia.

Caratteristiche organolettiche del vino

Il vino di Pantelleria si presenta di colore giallo mielato, dalla consistenza liquorosa dal sapore unico nel suo genere. Un aroma fruttato e deciso, con un gusto mandorlato e fruttato che resta a lungo sul palato.
E’ molto apprezzato per il suo tono liquoroso e deciso, con un retrogusto tipico delle zone siciliane e molto amato anche da chi – di norma – non predilige uso di vino bianco.

Caratteristiche gastronomiche

La gradazione alcolica dello Zibibbo Sicilia è pari a 10°, e va servito freddo (12°C); predilige l’invecchiamento in botti di rovere. Accompagna piatti di pesci tipici del luogo, crostacei e formaggi, anche se l’abbinamento ideale è con i dolci dagli ingredienti ricchi come mandorle – pistacchi come da tradizione siciliana.