Franciacorta Brut

Informazioni geografiche e vitigni

Franciacorta spumante DOCG viene prodotto all’interno dei vitigni del territorio in provincia di Brescia, che possiede lo stesso identico nome. Questa zona gode di alcune caratteristiche particolari che presentano fattori specifici per la sua fermentazione, ovvero:
– Brezza favorevole e inversioni termiche
– Vicinanza al Lago d’Iseo che permetta una ventilazione continua e la riduzione di escursioni termiche durante l’anno
– Presenza della zona Valcamonica, che permette ventilazione e apporto idrico continuo

Storia del vino

Il vino Franciacorta è stato prodotto in un tempo molto lontano ovvero nella preistoria, grazie a dei ritrovamenti particolari di vinaccioli all’interno di alcune aree della provincia di Brescia. Per le epoche successive si hanno documentazioni varie che attestano l’importanza di tali produzioni dal gusto deciso e molto intenso. Nel 1400 lo sviluppo agricolo e vinicolo prende forma, tanto che il Doge di Venezia prescrive un atto dove delimita la zona nell’unica utilizzabile per la produzione di questo vino spumante.
Bisogna attendere il 1931 per avere la prima vera produzione, con 3.000 bottiglie di spumante con tecnica classica che poi si espanse sino a diventare uno degli spumanti più richiesti nel mondo.

Caratteristiche organolettiche del vino

Lo spumante Franciacorta si presenta con un colore giallo paglierino tendente all’oro, molto intenso. Il suo bouquet è molto composito, gentile, fine e ampio con sapore sapido, armonico e fruttato fresco.

Caratteristiche gastronomiche

Pregiato e ricercato, accompagna i primi piatti e carni senza dimenticare i formaggi stagionati. Una nota particolare è da sottolineare in quanto si presta particolarmente con piatti a base di polenta e funghi, soprattutto in inverno.
Ideale anche per dolci poco zuccherati, come spumante da compagnia oppure da degustazione con amici per aperitivo. Il suo gusto evoca il cibo e lo accompagna in maniera perfetta. Servito freddo con gradazione sino a 10°C in appositi bicchieri da spumante.

Lugana

Informazioni geografiche e vitigni

Il vino DOC Lugana viene prodotto nelle provincie di Verona e Brescia, con il nome che deriva direttamente dalla città omonima di Sirmione.
La caratteristica di questo vitigno è presentarsi con foglia media – orbicolare oppure pentagonale. Il grappolo, maturo, ha una dimensione medio grande con una forma cilindrica alata e molto compatta regalando un acino sferico e medio. Maturazione medio tardiva con buccia che tende al colore verde/giallo dalla consistenza morbida e sottile.

Storia del vino

ll vino bianco Lugana è un vino molto giovane, infatti la sua nascita ha una datazione di circa un secolo fa: nonostante questo, ci sono alcuni documenti che riportano la creazione e assunzione di un vino simile durante l’età del bronzo portata avanti poi in epoca romana.
Molti gli Imperatori e i Poeti che elogiarono questo vino, considerandola eccellente e molto buona – adatta a tutti. Questo porta ad una sua rivisitazione alla fine del 1800 dandogli tutte le caratteristiche del Lugana che oggi tutti conoscono.

Caratteristiche organolettiche del vino

Il vino bianco Lugana si presenta di colore giallo paglierino, leggermente dorato con affinamento. Il suo sapore è fresco, delicato, armonico con percezione di aroma fruttato e di legno fresco.
L’odore è molto caratteristico, delicato e gradevole.

Caratteristiche gastronomiche

Il vino bianco Lugana si abbina facilmente con piatti ricchi di pesce, pizza e formaggi freschi. Perfetto anche per accompagnare dolci di farina gialla poco dolci o per degustare alcuni aperitivi dai sapori delicati.
La temperatura di servizio richiesta è dai 6° sino al 14° C, preferibilmente freddo in bicchiere da vino oppure spumante. L’invecchiamento richiesto è di circa due anni con affinamento a seconda dell’utilizzo finale, in botti di acciaio oppure legno. In alcuni casi il suo invecchiamento è superiore, al fine di ottenere caratteristiche differenti con denominazione di Lugana Superiore, ideale per dolci e formaggi.

Cannonau

Informazioni geografiche e vitigni

Il Cannonau di Sardegna è un vino pregiato, con vitigno a bacca nera molto diffuso in Sardegna. La coltivazione avviene in ogni parte dell’isola, seppur più incentrato sulla parte settentrionale della stessa.

Storia del vino

Il Cannonau di Sardegna ha una storia molto antica, come quelle che caratterizzano l’isola, tanto che da recenti scavi condotti a Borore nel 2002 sono stati rinvenuti vinaccioli di vite risalenti a 3.200 anni fa all’interno del sito archeologico di Duos Nuraghes.
Da questo si è confermato che la popolazione nuragica coltivava la vite e produceva il vino, il primo Cannonau dalle caratteristiche differenti a quelle oggi conosciute. Negli anni si è sempre creduto che questo vino fosse stato importato dalla Spagna, ma oggi più che mai si è data la conferma di essere un vino nostrano con paternità sarda.
La produzione di vino in Sardegna fu iniziata dai Fenici, che importarono la vite direttamente dalla Mesopotamia. Oggi è un vino molto richiesto nel mondo, con una produzione continua direttamente in terra madre, seppur in diverse zone prendendo caratteristiche differenti in base alle uve utilizzate all’interno del territorio (come Jerzu – Capo Ferrato e Nuoro).

Caratteristiche organolettiche del vino

Cannonau di Sardegna è un vino dal bouquet intenso con gusto di ciliegia, spezia, fiori rossi, origano, macchia mediterranea e tratto balsamico intenso. Il suo gusto è sapido – intenso e mai acido dotato di sapore amaro e vellutato, con scoperta ad ogni assaggio di strati di liquirizia – caffè – cola e rabarbaro.

Caratteristiche gastronomiche

Il Cannonau di Sardegna richiede un invecchiamento minimo di un anno, con sei mesi in botti di rovere. I gradi del Cannonau raggiungono i 13,5° e rendono un abbinamento perfetto per piatti composti invernali, dai sapori forti.
Accompagna brasato, carne rossa, formaggio stagionato e si presta alla preparazione di risotti, grazie al suo sapore intenso – avvolgente e caratteristico.

Dom Pèrignon

Informazioni geografiche e vitigni

Lo champagne Dom Perignon è una delle bevande più pregiate esistenti nel mondo. Le sue uve sono di alta qualità come quelle del Pinot noir e chardonnay della medesima annata. Viene prodotto in Francia, solo in annate prestabilite che sono ideali per i vitigni e per gli agenti atmosferici particolari.

Storia del vino


Lo champagne Dom Perignon deriva da DOM utilizzato dai monaci benedettini come titolo di profondo rispetto. Dom Perignon era il nome di un monaco del 1600 che utilizzava il suo tempo per curare le vigne e le cantine del monastero, approfondendo e migliorando alcune tecniche viticole.
La leggenda vuole che fu proprio lui a perfezionare la tecnica sino ad ottenere questa bevanda molto particolare ed ambita, oggi famosa e richiesta in tutto il mondo. Altre scuole di pensiero evidenziano che lo champagne esistesse molto prima di Dom Perignon e che non sia stato lui ad inventarlo, prendendosi però la paternità. Nonostante questo c’è un segreto che il monaco, in letto di morte, confidò ad un amico evidenziando che – per ottenere questa bevanda perfetta – bastava aggiungere vino di pesche, cannella, zucchero candito e acquavite.

Caratteristiche organolettiche del vino


Lo champagne Dom Perignon ha un perlage molto persistente, che si caratterizza di note floreali, fruttate, tostate con un buon aroma di liquirizia. Il gusto è fresco, corposo e dotato di grandi qualità dal retrogusto fruttato.

Caratteristiche gastronomiche


Una bottiglia Dom Perignon si serve alla temperatura di 8°C ed è un perfetto abbinamento di pesce, funghi, primi piatti elaborati e grigliate di verdure. Si può degustare come aperitivo, bevanda da compagnia, meditazione e con della semplice frutta.
Per gustarlo al meglio ci vogliono 30 anni di invecchiamento ed è molto raro trovare questo champagne con altre caratteristiche o date di imbottigliamento.

Zibibbo

Informazioni geografiche e vitigni

Il vino di Pantelleria prende il suo nome “Zibibbo” dal vitigno a bacca bianca, con foglia media con un grappolo ablungo e ben voluminoso. Nasce e si coltiva in tutta la zona di Pantelleria, ma nel tempo la produzione si è spostata anche nella zona più interna della Sicilia.
Presenta rese medie, costanti con maturazione media: la sua difficoltà di sviluppo è in zone con vento di scirocco e resiste benissimo in zone secche e poco esposte all’acqua.

Storia del vino

Lo Zibibbo di Sicilia è il nome che venne dato in Italia, dopo che i Fenici importarono il Moscato di Alessandria direttamente dall’Egitto. Il nome Zibibbo deriva direttamente dall’africano e significa “uva passa”, dato dagli arabi durante il loro insediamento in terra siciliana.
Nel 1900 la sua coltivazione superava di gran lunga quella del Cataratto in estensione, prendendo una vasta zona dell’isola grazie anche alla grande richiesta.
La sua caratteristica è di non aver subito mutazione nei secoli ed essere apprezzato in varie parti del mondo, senza mai cambiare la sua denominazione e gusto. Conosciuto oggi anche in altre parti del mondo come Australia – Perù e Francia.

Caratteristiche organolettiche del vino

Il vino di Pantelleria si presenta di colore giallo mielato, dalla consistenza liquorosa dal sapore unico nel suo genere. Un aroma fruttato e deciso, con un gusto mandorlato e fruttato che resta a lungo sul palato.
E’ molto apprezzato per il suo tono liquoroso e deciso, con un retrogusto tipico delle zone siciliane e molto amato anche da chi – di norma – non predilige uso di vino bianco.

Caratteristiche gastronomiche

La gradazione alcolica dello Zibibbo Sicilia è pari a 10°, e va servito freddo (12°C); predilige l’invecchiamento in botti di rovere. Accompagna piatti di pesci tipici del luogo, crostacei e formaggi, anche se l’abbinamento ideale è con i dolci dagli ingredienti ricchi come mandorle – pistacchi come da tradizione siciliana.

Negroamaro

Informazioni geografiche e vitigni

Il vino Negroamaro viene prodotto solamente in Salento, esattamente nella zona di Lecce – Brindisi – Taranto. Il vitigno viene anche utilizzato per altri tipi di vitigni DOC pregiati come rossi e rosati (Salice Salentino Rosso – Brindisi Rosso – Leverano).

Storia del vino

Il Negroamaro vino ha una storia antica che deriva dai Greci, che sembra lo utilizzassero per tagliare i vini ma non i termini di purezza. Questo metodo andò avanti nei secoli tanto che i migliori acquirenti erano gli abitanti del settentrione, che trovavano questo particolare vino ottimo, per il taglio del mosto con tassi alcolici limitati. Il suo alto contenuto di zucchero serviva proprio per questo, sino a quando alcuni produttori salentini non si sono resi conto che purificandolo il Negroamaro del Salento poteva diventare qualcosa di unico e buono.
Seppur non ancora molto conosciuto ed apprezzato, questo vino sta raggiungendo i primi posti delle classifiche dei vini più venduti, seppur con molta lentezza. Acquistato all’estero e richiesto nelle zone di Toscana e Umbria, per un ottimo abbinamento ai piatti tipici del luogo.

Caratteristiche organolettiche del vino

Il vino Negroamaro si presenta fruttato, vellutato ed armonico con un rilascio di retrogusto amarognolo e asciutto. Se tagliato con la Malvasia si trasforma in un eccellente vino rosato.
Il suo colore è definito rosso – rubino – granato scuro, con aroma fruttato e intenso. Il suo tasso alcolometrico è di 13° con acidità tra i 5 e 7 per mille.

Caratteristiche gastronomiche

Il Negroamaro Salento ha un tasso alcolometrico di 13° e viene servito ad una temperatura media di 16°C, all’interno di calici da vino rosso. È un vino ottimo per ogni tipologia di alimento, particolarmente apprezzato in abbinamento con carne, zuppe e varie tipologie di pasta condita con il sugo.
Richiede un invecchiamento medio e non si sposa perfettamente con i dolci della cucina salentina.